mercoledì, Aprile 1, 2026
Home Auto Motore rotativo Wankel

Motore rotativo Wankel

0
1427

In Italia è scomparso nel 2010 per colpa delle emissioni!!
In Giappone, ha dato l’addio nel 2012!! Dopo 45 anni di utilizzo e sviluppo, Mazda lo ha mandato in pensione.

Insieme a quello a vapore, il motore Wankel è l’unico ad aver rappresentato una reale alternativa al classico propulsore a pistoni.

                                                                                               

“Nel motore Wankel, il pistone triangolare divide lo spazio libero dello statore in tre camere rotanti di volume variabile. In queste si compiono contemporaneamente tre cicli a quattro tempi sfasati di un terzo di giro di rotore. Le fasi utili sono quindi tre, equidistanti, per ogni rotazione completa del pistone. Poiché ad un giro del rotore corrispondono tre giri dell’albero motore si ha una fase attiva per ogni giro motore, come in un bicilindrico a quattro tempi.”
Con l’uscita di produzione della mazda RX-8, si dà l’addio al motore WANKEL: il propulsore a pistoni rotanti!!


Tra i pro di questo propulsore: la fluidità, le prestazioni, le bassissime vibrazioni, l’erogazione di potenza, la bassa cilindrata.
Tra i contro: la fragilità meccanica dovuta alla tenuta tra il rotore e la camera! L’elevato consumo di olio e benzina.
Nel 1991, la mazda, grazie a questo motore vinse la corsa di Le Mans( mazda 787B..1100 cv :eeeh?: ).
La Nsu, fu la prima casa ad utilizzarlo!! Nel 1967 lo montò sulla R080.

La Ro 80 era un modello di pregio, fornito di soluzioni tecniche all’avanguardia per l’epoca come i quattro freni a disco, le sospensioni indipendenti sulle quattro ruote ed il servosterzo. La trazione era anteriore.

La storia di tale auto risulta proprio strettamente legata a quella del motore Wankel; infatti la NSU, che aveva collaborato con il suo ideatore (Felix Wankel)allo sviluppo del motore a pistoni rotanti, pensò di costruire una berlina di prestigio che desse lustro al propulsore.

Ma, proprio per via di questo motore, la vettura in questione, si fece una cattiva reputazione per via della sua scarsa affidabilità.

Il motore Wankel, in particolare, ha sofferto molto l’usura delle guarnizioni in punta del rotore, che specie nelle prime vetture, richiese un motore completamente ricostruito prima dei 50.000 km.

Il motore della Nsu Ro 80, era formato da due pistoni rotanti con cilindrata unitaria di 497,5 cm³ (equivalenti all’incirca ad un 2.000 cm³ tradizionale). Il propulsore erogava 115 CV per una velocità massima di 180 Km/h.

Con il model year del 1970, la maggior parte di questi problemi sono stati risolti; ma i danni alla reputazione della vettura e la situazione finanziaria della NSU erano irreparabili.

Poi il gruppo Volkswagen, che aveva comprato la NSU, continuò la sperimentazione al pari della Mercedes. Alla fine i tedeschi gettarono la spugna, non così i giapponesi della Mazda che hanno continuato ad avere in produzione il modello RX-8 con motore Wankel a due elementi.

Il motore fu ideato dal tecnico tedesco Felix Wankel che negli anni Cinquanta effettuò una ricerca approfondita sui motori a combustione interna realizzati con dispositivi chiamati “capsulismi”, grazie ai quali si doveva semplificare il tradizionale sistema di pistone-biella-albero motore, tuttora dominante.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.